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RODOLFO PIO DA CARPI

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RODOLFO PIO, a cui l'Accademia degli Imperfetti di Meldola fa risalire la propria fondazione, nacque a Carpi (Modena), feudo della sua famiglia, il 22 febbraio 1500.
Il padre Leonello, fratello di Alberto III (Carpi 1475ca - Parigi 1531), ultimo signore di Carpi, era stato investito signore di Meldola e di Sarsina e rivestiva cariche in rappresentanza del governo pontificio in Romagna.
Rodolfo fu avviato agli studi di diritto a Padova e di teologia a Roma ed intraprese la carriera ecclesiastica sotto Clemente VII, ricevendo nel 1528 il titolo di Vescovo di Faenza dove, nel 1533 fece tenere un sinodo.
Acquisì meriti presso il papa distinguendosi in varie missioni diplomatiche a Firenze (1530), in Savoia (1533), come nunzio permanente a Parigi presso Francesco I (1535-1537) per trattare la convocazione del concilio e la pacificazione fra il re di Francia e l'imperatore Carlo V. Creato cardinale da Paolo III nel 1537, dal 1539 al 1542 resse come legato la Marca di Ancona.
Dal 1542 svolse la propria attività nella Curia Romana principalmente come membro della collegio cardinalizio della Santa Inquisizione Romana. Un ruolo particolare svolse come protettore di due importanti ordini religiosi allora nascenti, i Cappuccini e i Gesuiti. Il suo prestigio fu evidente nel conclave del 1559 ove non fu eletto papa solo per le sue posizioni filoimperiali.
Il cardinale di Carpi è celebrato nelle fonti per la ricca collezione di antichità classiche e la biblioteca greca e latina, ora disperse, disposte nel palazzo in Campo Marzio e nella famosa villa suburbana sul Quirinale, ove erano invitati letterati, artisti ed eruditi, indipendemente dalla loro appartenenza confessionale.
Fra le opere antiche più celebri sono da ricordare il busto bronzeo del "Bruto capitolino" attualmente ai Musei Capitolini di Roma e la testa marmorea di "Alessandro morente" ora a Firenze agli Uffizi, mentre altri marmi e bronzi acquistati da Alfonso II d'Este sono conservati in parte nella Galleria Estense a Modena e in parte sono andati perduti dopo essere finiti a Praga nelle collezioni dell'imperatore Rodolfo II.
A Rodolfo Pio appartenne pure un manoscritto del V secolo contente l'intera opera di Virgilio, il celeberrimo "Virgilio mediceo" così denominato dopo l'acquisto e il trasferimento a Firenze nella Biblioteca Mediceo Laurenziana.
Alla collezione del cardinale appartenero pure alcune opere di importanti pittori contemporanei, come la "Madonna del Divino Amore", della scuola di Raffaello, secondo Vasari commissionata dal padre Leonello, passata alla collezione dei Farnese e quindi a Napoli nel Museo di Capodimonte; due quadri di Lorenzo Lotto con "Storie della Madonna di Loreto" e "San Girolamo nell'eremo"; un ritratto ora al Kunsthistorisches Museum di Vienna, attribuito un tempo a Sebastiano del Piombo ed ora a Francesco Salviati.
Oltre a comprensibili legami di  natura familiare, Rodolfo Pio dovette avere con Meldola occasioni di contatto non casuali. E' probabile che non fosse estraneo agli inizi della carriera di Giovanni Andrea Dragoni (Meldola 1540ca - 1598), così come non ci sono ragioni per dubitare della fondatezza delle asserzioni di coloro che lo indicano come il fondatore nel 1544 o comunque il primo protettore dell'Accademia degli Imperfetti di Meldola.
Il cardinale Rodolfo Pio da Carpi morì il 2 maggio 1564 e fu sepolto nella chiesa della Santissima Trinità dei Monti, ove il papa Pio V fece erigere pochi anni dopo un monumento sepolcrale.
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