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Che IVANO MARESCOTTI
possegga la fascinazione 'doc' del romagnolo - moro, per giunta - è
un dato per così dire... genetico. Ma squisitamente e unicamente
sua è la carica creativa con cui dall' '81 in poi - repentina e
sicura la scelta - si fa attore di teatro e di cinema.
Frutto di un talento disponibile
senza soste ai rischi delle esperienze culturali più varie, l'attività
di Marescotti si apre spazi, assume spessori, amplifica i respiri interpretativi
tra il progredire dei consensi e il successo.
E se i film non si contano,
al teatro l'attore offre ricchezza e contradditorietà di presenze,
approdando anche, nel '93, al recupero del suo dialetto romagnolo nella
personalissima interpretazione dei monologhi del grande poeta santarcangiolese
Raffaello Baldini.
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