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Quelle di RAFFAELLO BALDINI
sono storie minime popolate di personaggi 'non illustri' appartenenti ad
una realtà locale. Di essi - un po' patetici, un po' stralunati
- il poeta santarcangiolese, usando la sonorità unica del suo dialetto,
disegna in profondità la dimensione umana, in bilico tra grottesco
e senso del dramma.
Poeta raffinato cui vanno
il premio Carducci nell' '80, il Viareggio nell' '88, il Bagutta nel '96,
Baldini affida ai suoi monologhi la complessità e le contraddizioni
di 'esistenze sghembe' che confessano se stesse in una sorta di gioco catartico
tanto impossibile quanto partecipato.
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